Divorce party, nuovi inizi e piccoli grandi traguardi: dagli Stati Uniti arrivano nuovi modi di considerare i momenti importanti della vita.
Ci sono occasioni che siamo abituati a festeggiare da sempre: un matrimonio, una laurea, un anniversario, un compleanno importante.
Ma chi ha deciso che debbano essere soltanto queste?
Negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti, si sta facendo strada un modo più libero e personale di intendere la festa: ci si riunisce non soltanto per celebrare una ricorrenza tradizionale, ma anche per segnare un cambiamento, una conquista o semplicemente l’inizio di un nuovo capitolo.
Alcune di queste feste sono tenere, altre ironiche, qualcuna decisamente insolita.
DIVORCE PARTY: FESTEGGIARE UNA FINE O UN NUOVO INIZIO?
Probabilmente è quella che sorprende di più.
La divorce party, nata e diffusasi soprattutto negli Stati Uniti, trasforma la fine di un matrimonio in un’occasione per riunire gli amici e guardare avanti.
Può sembrare provocatoria, ma l’idea non è necessariamente quella di festeggiare contro qualcuno.
Per molte persone significa piuttosto ritrovarsi con gli amici che sono stati vicini durante un periodo difficile e segnare simbolicamente l’inizio di una nuova fase della propria vita.
Insomma: non tanto brindare a ciò che è finito, quanto a ciò che può cominciare.
CURIOSITÀ: ESISTONO ANCHE LE “DIVORCE CAKES”
Naturalmente gli americani non potevano fermarsi a un semplice brindisi.
Sono comparse torte create appositamente per l’occasione, inviti ironici, decorazioni a tema e piccoli rituali simbolici per salutare il passato.
Esistono persino liste regalo dedicate a chi, dopo una separazione, deve ricominciare ad arredare una casa o organizzare una nuova quotidianità.
Una sorta di lista di nozze… al contrario.
QUANDO A MERITARE UNA FESTA È UN CAMBIAMENTO
Il fenomeno, però, è più interessante se si guarda oltre il divorzio.
Sempre più spesso si sceglie di festeggiare qualcosa che un tempo sarebbe rimasto semplicemente un fatto personale: un nuovo lavoro, un trasferimento, la fine di un progetto importante, la pensione, una casa nuova, una ripartenza dopo un periodo complicato.
Anche i compleanni stanno cambiando.
I 40, 50, 60 o 70 anni non sono più soltanto una torta con le candeline: possono diventare l’occasione per inventare una serata che racconti qualcosa della persona che festeggia.
LA FESTA, OGGI, SI VUOLE ANCHE VIVERE
Forse è proprio questa la tendenza più interessante.
Non basta più necessariamente mettere insieme un tavolo, un buffet e qualche decorazione.
Si cerca qualcosa da fare insieme.
Una cena accompagnata dalla musica. Un’esperienza creativa. Un gioco investigativo. Una degustazione. Un piccolo spettacolo. Un’attività legata ai ricordi, alla voce, alla pittura o alle passioni di chi festeggia.
La festa diventa così meno standardizzata e più personale.
E forse anche più memorabile.
LO SAPEVATE CHE…?
Negli Stati Uniti si parla sempre più spesso di self-celebration: concedersi il diritto di festeggiare un proprio traguardo anche quando non coincide con una delle grandi ricorrenze stabilite dalla tradizione.
Il principio è semplice: non occorre necessariamente sposarsi, laurearsi o compiere cinquant’anni perché ci sia qualcosa per cui valga la pena riunire le persone a cui vogliamo bene.
E NOI, COSA AVREMMO VOGLIA DI FESTEGGIARE?
Forse è questa la domanda più divertente.
Un nuovo amore? La fine di quello sbagliato?
Il primo giorno di pensione?
Una casa finalmente tutta nostra?
I sessant’anni senza alcuna intenzione di sentirseli?
Un progetto che abbiamo avuto il coraggio di realizzare?
O semplicemente il piacere di mettere intorno a un tavolo le persone che ci fanno stare bene?
Le mode cambiano e qualcuna, probabilmente, passerà.
Ma l’idea che arriva da queste nuove feste ci piace: nella vita esistono molti più momenti da celebrare di quanti siamo abituati a pensare.
E forse ogni tanto vale la pena inventarsi anche una buona ragione per fare festa.
Dal mondo di Aula 44 — idee, curiosità e nuovi modi di stare insieme.








