Quando sentiamo la parola mentalismo, è facile pensare alla magia, alla lettura del pensiero o a qualcuno capace di sapere cosa stiamo pensando.
Ma il mentalismo è qualcosa di molto più interessante.
È un’arte performativa che mette al centro la mente dello spettatore e gioca con attenzione, memoria, percezione, intuizione, suggestione e capacità di osservazione.
Ed è proprio questo il suo fascino: davanti a un mentalista, spesso non ci chiediamo:
“come ha fatto?” oppure “come è possibile che lo sapesse?”
Cosa significa mentalismo?
Il mentalismo è una disciplina dello spettacolo che crea l’illusione di poter leggere o influenzare la mente, prevedere una scelta, conoscere informazioni apparentemente impossibili da sapere o anticipare una decisione.
Un mentalista può utilizzare tecniche molto diverse: psicologia, comunicazione non verbale, osservazione, suggestione, misdirection, memoria e principi dell’illusionismo.
Il risultato è un’esperienza nella quale ciò che sembra impossibile diventa, per qualche minuto, incredibilmente plausibile.
E qui sta la differenza più interessante rispetto alla magia tradizionale.
Nel mentalismo, infatti, il vero “strumento” dello spettacolo siamo spesso noi stessi.
Come funziona il mentalismo?
Questa è probabilmente la domanda che ci facciamo più spesso.
Come fa un mentalista a sapere quale parola abbiamo scelto?
Come può prevedere una decisione?
Come sembra conoscere un’informazione che non gli abbiamo mai detto?
Non esiste un’unica risposta.
Il mentalismo può combinare osservazione, psicologia, linguaggio, suggestione, tecniche di memoria, comunicazione non verbale e principi dell’illusionismo.
Ma c’è un elemento ancora più importante: il modo in cui il nostro cervello interpreta quello che sta accadendo.
Perché vedere qualcosa e capire davvero cosa abbiamo visto non sono necessariamente la stessa cosa.
E forse è proprio qui che il mentalismo diventa davvero affascinante.
Quando è nato il mentalismo?
Non è facile datare esattamente quando è nato il mentalismo.
Le sue radici sono molto antiche e si intrecciano con la storia della divinazione, dei fenomeni apparentemente soprannaturali e dell’illusionismo.
Una delle prime performance considerate riconducibili al mentalismo moderno risale al 1572, attribuita al prestigiatore italiano Girolamo Scotto.
La vera esplosione del fenomeno, però, arriva nell’Ottocento, quando in Europa e negli Stati Uniti si diffonde lo spiritismo.
Le sedute spiritiche, i medium e i presunti fenomeni paranormali portano sul palcoscenico esperimenti di telepatia, chiaroveggenza, lettura del pensiero e comunicazione con l’aldilà.
Un personaggio particolarmente interessante è J. Randall Brown, che nel 1873 iniziò a diventare famoso negli Stati Uniti per le sue dimostrazioni di “mind reading”.
È considerato uno dei primi mentalisti ad aver portato questo tipo di spettacolo a un vasto pubblico.
Da quel momento il mentalismo inizia a svilupparsi come vera forma di intrattenimento.
Tra i nomi più importanti troviamo Joseph Dunninger, conosciuto come The Amazing Dunninger, uno dei grandi pionieri del mentalismo americano. Fu tra i primi a portare la lettura del pensiero al grande pubblico attraverso radio e televisione e contribuì a rendere popolare il mentalista come performer solista.
Tony Corinda è ricordato soprattutto per 13 Steps to Mentalism, uno dei testi più influenti nella storia moderna di questa disciplina.
E poi c’è Derren Brown, forse uno dei mentalisti contemporanei più conosciuti dal grande pubblico. Brown è stato capace di portare il mentalismo verso una forma di spettacolo che unisce psicologia, illusionismo, comunicazione e storytelling.
Perché il mentalismo affascina così tanto?
Il fascino del mentalismo nasce dal confine tra ciò che vediamo, ciò che pensiamo e ciò che crediamo possibile.
Un trucco di magia può farci chiedere dove sia finito un oggetto.
Il mentalismo può farci chiedere qualcosa di molto più personale:
“Come ha fatto a sapere cosa stavo pensando?”
Per questo assistere a uno spettacolo di mentalismo può essere un’esperienza particolarmente coinvolgente. Non siamo semplicemente spettatori: spesso diventiamo parte dell’esperimento.
E quando siamo noi a scegliere una parola, pensare a un numero o prendere una decisione, l’effetto diventa ancora più sorprendente.
Come fa?
Beh… se spiegassimo proprio tutto, che gusto ci sarebbe?
Il mentalismo arriva ad Aula 44
A fine ottobre anche Aula 44 entrerà nel mondo del mentalismo con un evento dedicato interamente a questa affascinante forma d’arte.
Un’occasione unica per assistere a uno spettacolo di mentalismo a Torino e scoprire da vicino questo universo fatto di percezione, attenzione, intuizione, suggestione e meraviglia.
Non vi raccontiamo ancora tutto — perché alcune esperienze sono molto più interessanti quando non sai esattamente come andranno.
Aula 44
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